MILANO – Il padiglione di Arte Contemporanea di Milano dal 28 Marzo all’8 Giugno ospiterà la più grande esposizione mai dedicata in Italia all’artista e regista iraniana Shirin Neshat. Una mostra monografica che ti farà immergere nel mondo senza colori di “Body Evidence”, titolo tradotto “corpo del reato” legato alla donna stigmatizzata come peccato sin dal tempo della mela, peccato prescelto sul suo corpo che ancora pesa senza vela per motivi politici e religiosi in tutto il mondo. Neshat esplora attraverso il bianco e il nero la realtà oppressiva e resistente dell’Iran e di tutti i popoli oppressi. Infatti la mostra offre l’occasione di ammirare le fotografie mai viste del ciclo “Woman of Allah”, scattate tra il 1993 e il 1997, dove si raffigurano le donne iraniane con il velo, simbolo della loro segregazione forzata dalla rivoluzione islamica. Sulle poche parti visibili frasi di scrittrici iraniane tatuate, atti di ribellione contro il regime che le vuole prigioniere. Repressione che si vede anche nel video che accoglie i visitatori, “Fervor”, in cui si vede la netta separazione tra uomini e donne durante un incontro pubblico in Iran. Altra opera che esprime il contesto sociopolitico iraniano è “The Book of Kings” del 2012, realizzata dopo la dura repressione seguita alle proteste dell’Onda Verde del 2009. Quest’opera si ispira al omonimo poema epico persiano, connubio tra letteratura e lotta per i diritti civili in cui i giovani iraniani vengono mostrati come masse accompagnati da scritte di autori iraniani incarcerati. Neshat presenta anche “Land of Dreams”, installazione del 2019 che analizza le aspettative e le disillusioni che la vita in America può generare, intervistando persone in tutto il New Messico. L’artista vive negli Stati Uniti dal 1974 e in quest’opera esprime una chiara critica nei confronti di Donald Trump nel tentativo di silenziare il movimento pro Palestina. Azioni che evocano sempre la repressione del suo paese natio.