ROMA – “La norma che prevede l’obbligo di stipulare una polizza per assicurare le imprese dai danni catastrofali è nata con diverse storture e senza un quadro applicativo preciso. Ha rappresentato una difficoltà per le imprese, anziché metterle nelle condizioni di fare un’effettiva ed efficace analisi dei rischi cui sono esposte. Per questo, non possiamo che prendere atto positivamente del rinvio dell’obbligo, evidenziando la necessità di maggiore chiarezza prima dell’entrata in vigore della norma”. Lo afferma Francesco Cataldi, presidente dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.
“Le problematiche di una norma introdotta senza la necessaria chiarezza e senza un preciso quadro operativo, come dimostra la stessa confusa gestione del rinvio, sono sotto gli occhi di tutti”, rimarca Cataldi. “Queste mancanze hanno messo in difficoltà le imprese, ma anche i professionisti che le assistono, alle prese con problemi oggettivi nel far rispettare ai propri clienti i principi ispiratori della norma”.
Tra le criticità evidenziate, quelle riguardanti le Società tra Professionisti (STP). Sebastiano Zanette, consigliere UNGDCEC, sottolinea come, nella norma, non sia esplicitato con chiarezza “l’esonero per le STP dall’obbligo, che sarebbe invece necessario per garantire parità di trattamento tra tutte le forme professionali. Le STP, per loro stessa natura, non possono essere considerate “imprese” (soggetti su cui ricade l’obbligo assicurativo), tenuto conto che l’attività che possono svolgere è di tipo esclusivamente professionale e per la quale, oltretutto, deve essere prevista l’iscrizione in appositi albi o elenchi regolamentati nel sistema ordinistico”.